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Posted on Author Gobei Posted in Internet


    Nota importante. Tutte le immagini di questo Atlante si riferiscono a preparati ottenuti da reperti e preparati istologici presenti nella Sezione di Istologia del. Vetrini complementari per la prova pratica al microscopio ottico di Istologia ( Facoltà Download details. Vetrini Lezione Complementari Istologia (Perugia) HOT. Vari Vetrini di Istologia by wankerowl in Types > School Work. Formati disponibili. Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd. Contrassegna per. Ciao ragazzi, sapete dove posso trovare le domande d'esame di istologia ed embriologia? Mi servirebbero quelle di tor vergata del corso di medicine an.

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    Notare i nuclei molto allungati dei tenociti.

    Ghiandola esocrina a secrezione sierosa. Si possono notare da una parte gli acini sierosi fittamente stipati mentre dall'altra del tessuto adiposo, riconoscibile dalla grandi cellule con citoplasma non colorato e nucleo schiacciato ai bordi.

    Si riconoscono chiaramente i condrociti con il loro aspetto coartato, organizzati in gruppi isogeni. Tessuto osseo lamellare osteonico, preparato per decalcificazione.

    Si riconoscono gli osteociti e i canali di Havers,e i profili concentrici. Nessun Volkmann.

    Tessuto osseo lamellare osteonico, preparato per usura. Si vedono bene le lacune osteocitarie che formano cerchi concentrici intorno ai canali di Havers.

    Probabile Volkmann nel centro. Stessa descrizione del vetrino precedente. Foto venuta un po' male, tessuto osseo lamellare osteonico, preparato per usura. Probabile Volkmann a destra. Ossificazione endocondrale A sinistra: trabecole miste di osso e cartilagine; A destra: cartilagine metafisaria. Osso in crescita con piastra metafisaria in alto a dx. Lo specillo indica una trabecola di tessuto osteoide, circondata da midollo osseo pieno di celluline ematopoietiche.

    Nella piastra si vedono bene le cellule cartilaginee ipertrofiche e, con un po' di fantasia, la cartilagine seriata. La colorazione da suicidio forse osmio.

    La foto non venuta bene e quindi difficile notare le cellule in alto pavimentose o cubiche a circondare il lume del follicolo. Sotto presente del tessuto adiposo di solito si riconosce sempre bene, qui stranamente no. Non si capisce bene cosa indichi lo specillo. La colorazione ematossilina-eosina.

    Si vede molto bene in basso il soma di un neurone con citoplasma basofilo. Il nucleo si presenta vescicoloso con un nucleolo non ben riconoscibile presenta la stessa affinit del citoplasma.

    Gli altri nuclei pi piccoli non molto nitidi sono nuclei di cellule gliali, il cui citoplasma non visibile. Si riconosce bene la colorazione di Cajal, che mette in evidenza le fibre neuronali che formano il neuropilo. Lo specillo indica il soma del neurone, di cui si riconosce bene il nucleo allinterno. Notare la griglia complessa dei vari prolungamenti neuronali.

    Dovrebbe trattarsi di colorazione di Golgi. Le cellule grandi sono astrociti, mentre quelle che presentano un citoplasma pallido attorno al nucleo sono quasi certamente oligodendrociti. Si vede un capillare. Leggi gratis per 30 giorni.

    Molto più che documenti. Inizia il periodo di prova gratuito Annulla in qualsiasi momento. Crescita personale Psicologia. Descrizione: Vari Vetrini di Istologia. Contrassegna per contenuti inappropriati. Salva Salva Vetrini Di Istologia per dopo. Titoli correlati. Carosello precedente Carosello successivo. Biologia - Riassunti di Karp, "Biologia cellulare e molecolare".

    Salta alla pagina. Cerca all'interno del documento. Epitelio di rivestimento pseudostratificato con stereociglia Epitelio pseudostratificato notare i nuclei sulla porzione basale disposti su pi file con stereociglia sulla superficie apicale. Epitelio ghiandolare ghiandola acinosa sierosa con connettivo Ghiandola esocrina di tipo acinoso sieroso.

    Ghiandola esocrina semilune del Giannuzzi Ghiandola esocrina acinosa di tipo misto caratterizzata dalla presenza delle semilune di Giannuzzi: le cellule a secrezione sierosa pi marroncine abbracciano quelle a secrezione mucosa colorate in rosa e riconoscibili dal nucleo eterocromatico schiacciato alla base. Ghiandola esocrina tubulare ramificata Ghiandole esocrine tubulari a secrezione mucosa le cui pareti sono tappezzate da cellule caliciformi mucipare.

    Pancreas esocrino ed endocrino parte esocrina ghiandola acinosa composta sierosa parte endocrina ghiandola cordonale Pancreas: si riconosce al centro isolotto pancreatico a secrezione endocrina mentre tutt'intorno vi sono gli acini pancreatici a secrezione sierosa. Epitelio ghiandolare esocrino ghiandola alveolare composta apocrina La foto venuta molto male e non si riesce a descrivere molto di pi di quanto non ci sia gi scritto nella targhetta qua sopra. Tiroide follicoli in riassorbimento Ghiandola endocrina follicolare, cio tiroide.

    Tiroide Vetrino molto simile al precedente.

    Corticosurrene ghiandola cordonale, a destra si apprezza la zona fascicolata, a sinistra la zona glomerulare Nella foto le due zone non si apprezzano bene. Epitelio pavimentoso composto corneificato Epitelio pavimentoso pluristratificato con all'interno calici gustativi, riconoscibili per la loro forma a cupola con apice rivolto verso il lume.

    Tessuto connettivo fibrillare lasso con vasi La colorazione utilizzata specifica per le fibre collagene Azan. Tessuto connettivo denso con fasci di fibre intrecciate Stesso discorso del vetrino precedente, anche qui la colorazione specifica per le fibre collagene.

    Tessuto connettivo fibroso denso a fasci di fibre parallele tendine o legamento Tipico esempio di connettivo fibroso denso a fasci paralleli: landamento delle fibre altamente ordinato la parte centro-superiore quasi sicuramente si sfibrata con la preparazione del vetrino.

    A destra: epitelio ghiandolare esocrino acini A sinistra: tessuto adiposo con macrofagi Ghiandola esocrina a secrezione sierosa. Cartilagine ialina in alto a sinistra: pericondrio Si riconoscono chiaramente i condrociti con il loro aspetto coartato, organizzati in gruppi isogeni.

    Tessuto osseo lamellare osteonico preparato per decalcificazione Tessuto osseo lamellare osteonico, preparato per decalcificazione.

    Anatomia e Istologia Patologica - D'Errico

    Tessuto osseo lamellare osteonico preparato per usura Tessuto osseo lamellare osteonico, preparato per usura. Tessuto osseo lamellare osteonico preparato per usura Stessa descrizione del vetrino precedente. Ossificazione endocondrale A sinistra: trabecole miste di osso e cartilagine; A destra: cartilagine metafisaria Osso in crescita con piastra metafisaria in alto a dx. In alto: ghiandola follicolare endocrina In basso: tessuto adiposo La colorazione da suicidio forse osmio. Tessuto nervoso La colorazione ematossilina-eosina.

    Tessuto nervoso con neuroni multipolari Cajal Si riconosce bene la colorazione di Cajal, che mette in evidenza le fibre neuronali che formano il neuropilo. Un tessuto che sia stato in questo modo trattato prende il nome di preparato istologico.

    Per prevenirne la decomposizione, i tessuti destinati all'analisi microscopica vengono trattati tramite un processo chiamato fissazione. La fissazione è resa necessaria dal fatto che, una volta asportati dall'organismo di appartenenza, i tessuti perdono rapidamente le loro proprietà chimiche e fisiche, sia a causa della variazione di temperatura e di pH , sia per l'azione dei microrganismi che, una volta asportato il tessuto, immediatamente attaccano e invadono il materiale biologico.

    Tramite la fissazione si riesce a ritardare, quando non a impedire, questi processi, e a questo scopo i tessuti appena prelevati vengono trattati con composti chimici quali alcoli e aldeidi , i quali, appunto, fissano le molecole presenti nel tessuto nello stato chimico e nella posizione in cui si trovano in vivo. Un altro processo molto importante ai fini dello studio cellulare è l'inclusione: i tessuti biologici, infatti, perdono la consistenza necessaria al loro mantenimento.

    Esistono diversi materiali adatti allo scopo: la paraffina , un composto ceroso di natura lipidica , usato nell'allestimento di preparati istologici per la microscopia ottica fette di micron di spessore.

    L'inclusione, pertanto, richiede la penetrazione all'interno della cellula di sostanze apolari. Prima di procedere all'inclusione è dunque necessario allontanare la componente acquosa utilizzando dell'alcol, che è anch'esso insolubile in paraffina: una volta allontanata l'acqua, si procede alla rimozione dell'alcol attraverso sostanze quali benzene o xilene erroneamente chiamati benzolo e xilolo non avendo gruppi idrossilici.

    Quest'ultimo processo è chiamato diafanizzazione , in quanto il tessuto immerso in xilene diventa trasparente. Perché un tessuto possa essere osservato al microscopio ottico, deve essere sufficientemente sottile da permettere alla luce di attraversarlo. Per ottenere questo risultato, prima dell'esame microscopico i tessuti vengono suddivisi in sezioni sottilissime, tramite uno strumento chiamato microtomo o ultramicrotomo per sezioni da microscopia elettronica.

    Un altro passaggio fondamentale per permettere lo studio dei tessuti al microscopio è la colorazione. I tessuti animali, infatti, sono nella maggior parte dei casi incolori perché costituite in gran parte di acqua e prive di pigmenti e trasparenti, tanto da risultare pressoché invisibili al microscopio ottico.

    Preparato istologico

    Al giorno d'oggi sono note moltissime sostanze di questo tipo, che possono essere divise in due grandi gruppi in base ai meccanismi con cui si legano ai diversi componenti cellulari:. Esistono comunque molti altri composti, in grado di colorare organelli cellulari anche molto specifici.

    Oltre ai coloranti tradizionali, negli ultimi anni hanno preso piede anche le tecniche della immunoistochimica per individuare e distinguere i diversi componenti cellulari: queste tecniche, che risultano molto utili per evidenziare singole classi di molecole all'interno della cellula, prevedono l'uso di anticorpi opportunamente trattati, in grado di legare e visualizzare specifiche proteine, lipidi o carboidrati.

    Una tecnica alternativa alla fissazione e all'inclusione è il congelamento freezing ; con questo metodo, le cellule vengono appunto congelate, tramite varie tecniche, divenendo al contempo sia resistenti alla decomposizione, sia sufficientemente consistenti per essere analizzate. Le cellule congelate possono poi essere scongelate al momento dell'analisi, o possono essere tagliate mentre sono congelate criomicrotomia o dopo eliminazione dell'acqua freeze-drying o freeze-substitution.

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    Questa tecnica permette anche di congelare cellule vive le quali, una volta scongelate con gli opportuni metodi, sono ancora vitali. Questa tecnica presenta tanto dei vantaggi quanto degli svantaggi.

    È svantaggiosa poiché il congelamento rischia di produrre dei danni strutturali. Infatti, se esso avviene lentamente, la componente acquosa si organizza in cristalli che possono falsare la struttura originaria; è come dimenticare una bottiglia di plastica contenente acqua nel refrigeratore: il congelamento altera, modificandola, la sagoma della bottiglia.

    Tra i vantaggi è presente il fatto che si tratta di una tecnica di natura fisica: non sono in gioco sostanze chimiche come i fissativi che possono reagire modificando il contesto strutturale della cellula: i fissativi chimici, infatti, reagiscono in varie maniere legandosi o modificando i composti chimici cellulari in particolare carboidrati e proteine e possono snaturarli impedendone una corretta identificazione successiva.

    Questa tecnica consente inoltre un accorciamento dei tempi di allestimento di preparati istologici, in quanto evita la procedura di inclusione in paraffina che porta spesso alla perdita di buona parte della componente lipidica del tessuto, a causa dei trattamenti di disidratazione per mezzo di alcoli.

    Il campione da analizzare preventivamente congelato è poi sezionato con un particolare tipo di criostato utilizzato in combinazione con un microtomo , nella fase di taglio del preparato istologico. Sono presenti tre apparati fondamentali: una base d'appoggio, un apparato di illuminazione e un sistema di lenti costituito da: condensatore, obiettivo e oculare. Il condensatore collima il fascio di luce sul campione; l'obiettivo è in prossimità del campione da osservare e permette un ingrandimento generalmente compreso tra 4 e X; l'oculare è usato per osservare e consente l'ulteriore ingrandimento generalmente da 5 a 15X dell'immagine prodotta dall'obiettivo.


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