Blog di viaggio di Andrea. Spero che questo blog mi aiuti a viaggiare!

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    Se vuoi scaricare le serie TV di Netflix sul tuo PC, devi avere Windows 10 come anche se in promozione ci sono 30 giorni di prova gratuita nei quali poter. Voto IMDB. Totale voti: 41 1 Estrella 2 Estrella 3 Estrella 4 Estrella 5 Estrella 6 Estrella 7 Estrella 8 Estrella 9 Estrella 10 Estrella. Group logo of Suburra - La Serie Film Completo In Italiano Download Gratuito Hd p. Public Group active 7 months, 3 weeks ago Suburra – La Serie. Suburra Film Completo Italiano Subtitle. Suburra completi. Suburra film. Suburra vedere gratis. Suburra scaricare film. Suburra completo streaming. Suburra film.

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    Le serie TV sono la tua passione? Se solo potessi, ti piacerebbe guardarne una in ogni momento libero della giornata? Beh, sappi che puoi!

    Come dici? Lo sai già ma non ti va di consumare tutto il tuo piano dati solo per guardare un episodio della tua serie preferita?

    Altrimenti si dovrebbe poter fare tramite usb. Ciao Shimo, I file per kindle che si possono mandare tramite account mail amazon sono solo i txt, pdf, ste cose qua. Uff, comincio a disperare.

    Mi sta venendo il dubbio che forse il file mobi si debba aprire prima di mandare ma non penso. Vabbe vi ringrazio comunque S. Ciao Stefania, Io possiedo un Kindle wi fi coi tasti, quello grigio non touch. Seguendo questi semplici passaggi e attivando il wifi sul dispositivo, dovresti ricevere tranquillamente il file.

    E buona lettura. Ciao, fab. Se ci sono problemi avvisa. Tutti i libri e gli scritti dei Wu Ming sono liberamente scaricabili dal loro blog e riproducibili anche interamente, purché senza fini di […]. Grandissimi ragazzi! Per questo grazie veramente anche a Luca e Claudia Grandelis…..

    Tutti i loro libri si possono scaricare gratuitamente in formato ePub, Mobi e pdf. Ma siete grandissimi! Vi seguo fin dai tempi di Q. Volentierissimo vi do un 5. Ho appena comprato Q e poi scopro Lo Sito!!! Chi è che va a tirare il Kindle, ohé!?

    Non me lo so spiegare. Grazie, ma a me servirebbe il file della versione 3. Anzi, ne ha fatto uno dei propri cavalli di battaglia. Qui trovai la collezione completa dal al personalmente adoro Q, 54 e Guerra agli […].

    Last but not least, anche Altai lo si trova in da scaricare dal sito ufficiale dei Wu Ming, assieme a tutte le altre loro pubblicazioni, cosa invitante sulla quale altri autori dovrebbero […].

    Stella del Mattino. Forse devo scaricare qualche app? Vengono scaricati tutti centinaia di volte al mese, da anni, e non ci risultano altre segnalazioni come la tua. Io utilizzo Aldiko e funziona molto bene. Nel J. In una lettera scrisse:. Dato che abbiamo a che fare con uomini è inevitabile che si debba prendere in considerazione una delle caratteristiche più deprecabili della loro natura: il fatto che presto si stancano del bene.

    Avrei potuto ricavarne un thriller con il complotto e la sua scoperta e la sua sconfitta — ma non ci sarebbe stato altro. Non ne valeva la pena. Non vi resta che entrare a far parte della comunità di lettori e scaricare il libro che vi intriga di più nel formato che preferite: ePub, pdf, Mobi, ci sono tutti!

    Provvedo al più presto a un contributo. Per il resto che dire? Grazie di esserci. La scelta di paypal la trovo eticamente inqualificabile! Fatemi sapere.. Mi unisco ovviamente ai ringraziamenti anche se non volete e ai complimenti per le vostre opere. Ciao a tutti. Cercheremo di rimediare. E per allungare il commento, spero di riuscire ad arrivare in tempo alla presentazione del tomo di WM4 domani a torino. Ciao, una domandina tecnica per i possessori di Kobo touch: ne ho appena acquistato uno, quello base..

    Vedo i file se lo apro dal pc, ma dal kobo non mi appaiono in libreria, qualcuno saprebbe darmi una dritta? Io ho un Kobo Touch, e con Calibre sotto Ubuntu non ho mai avuto alcun tipo di problemi con gli epub scaricati qui. Ciao, io io un Kobo Aura HD, ma penso che a livello sw sia uguale. Quando sconnetto il Kobo ricordarsi di fare la rimozione sicura, come qualunque altro dispositivo e lo avvio, i libri appaiono nella libreria. Probabilmente è un problema del singolo lettore: facevo esattamente le procedure descritte, compresa la rimozione tramite programma.

    Ora oltre a vedermeli dentro al drive come prima li vedo anche nella libreria del kobo.. Stesso problema anche dalla vecchia pagina. Non ci risultano problemi negli ePub. Con quale lettore hai provato ad aprirlo?

    Ne hai scaricati altri e ti danno tutti lo stesso problema, o hai scaricato solo quello? Salve, non sapevo dove inoltrare questa mia disperata richiesta di aiuto, forte la paura di essere giustiziato in flagranza OT.

    Tentiamo questa strada. È un problema esclusivamente mio oppure questa assenza risulta anche ad altri giapster? In ogni caso, vi segnalo la questione, ringraziandovi per il lavoro che quotidianamente portate avanti e sperando di poter presto leggere altre storie della Lunga Casa o del Sohock Club! Un sito del oggi è un reperto storico. Volevo dire che apprezzo molto questa iniziativa, ma volevo sottolineare che il termine libero probabilmente non è appropriato per questo progetto.

    La Costituzione risale al La Free Software Foundation è stata fondata ben trentasette anni dopo. Chiariamo noi, a Lei e a chiunque legga che contro la FSF non abbiamo nulla, anzi!

    Inizierei ripetendo che la Creative Commons ha definito molte licenze. Grazie della precisazione. Se non sbaglio, Creative Commons nasce nel Tuttora, per motivi storici, vengono pubblicati con quella dicitura. Il che, per fortuna, non cambia di una virgola la sostanza di quel che il lettore è libero di farci.

    Il titolo di questo articolo forse dovresti leggertelo bene tu. O forse il tuo intento è umoristico. In quel caso, sappi che far ridere è una cosa seria. Il mio scopo è esclusivamente asserire che le vostre opere potrebbero essere ancora più perfette se condivise con una licenza differente e veramente libera sotto ogni aspetto.

    Se qualcuno vuole trarre un profitto dai nostri libri, deve passare da noi. Purché non a fini di lucro. È la linea del Piave. Ci sono dei bug da risolvere? Qualsiasi modifica da parte di altri sarebbe insensata. Ma allora, se nè si vuole che il libro sia utilizzato come spunto per altre opere, e nè si vuole che il libro sia condiviso con qualsiasi mezzo, probabilmente era meglio tenersi tutti i diritti e fare come le altre case editrici ;. Proprio niente accidenti, rilegga meglio, sottolineo accidenti.

    Ed ho sottolineato più volte come voi siate gli autori, e voi scegliate la licenza più opportuna con cui distribuire queste opere in base al vostro scopo.

    Se questo è il vostro scopo, la vostra attuale licenza è perfetta per esso. Bozzolan, avevi già stufato tutti gli interlocutori al secondo commento, figurarsi adesso. La cosa irritante, oltre al fanatismo petulante da fresco convertito a una Causa, è che non ti venga mai il minimo dubbio su quel che scrivi e come lo scrivi. Lascio a Vanetti portare avanti la sua domanda e a vedere come si conclude, dato che quello era il mio unico interesse e a quanto pare è più capace di me nel scrivere chiaro.

    Il ragazzo deve aver scoperto da poco il free software e ora pensa solo a quello. Poi passa, di solito, e comunque ci sono fissazioni peggiori. Vado a capo perché non ci si capisce più niente.

    Servizi di streaming

    Vorrei dire che la faccenda sollevata da Bozzolan come questione terminologica ha dei contenuti sostanziali che meritano attenzione. Ovviamente, dipende.

    Senza il vincolo NC nessun uso commerciale, tranne quelli autorizzati dagli autori originali ovviamente arriva un produttore, prende Q, lo fa diventare una cagata hollywoodiana senza chiedere il permesso a nessuno e guadagnandoci quel che deve guadagnarci.

    Certo, è costretto a rilasciare il film con la stessa licenza, quindi teoricamente posso piratarlo e trasmetterlo al cineforum del liceo o del centro sociale. E teoricamente un cinema potrebbe fottersene del distributore ufficiale e proiettare il film senza pagare niente a nessuno, ma quali cinema lo farebbero?

    Di sicuro non i multisala ammanicati con le grandi etichette; e quanti altri cinema sono rimasti oltre ai multisala ammanicati?

    Inoltre, se il produttore del film tarocco di Q rischiasse seriamente di essere fregato dai cinema, produrrebbe comunque il film accollandosi una spesa milionaria? Puoi teoricamente andarti a vedere il codice, ma in pratica non lo farà nessuno; puoi teoricamente correggerlo o cambiarlo, ma in pratica non lo farai. Le licenze e tutto il resto non esistono nel vuoto. Ci sono molti esempi ovvi nel campo del software.

    In sostanza, dice che bisogna introdurre un elemento di giudizio politico-sociale nel dare semaforo verde o semaforo rosso agli usi commerciali delle opere derivate. Chi giudica? Mi piacerebbe molto provare a usare la licenza con cui sono rilasciate le opere dei WM per fare degli esperimenti in questo senso. Il Piave è: se vuoi lucrarci, allora devi passare da noi. E noi valutiamo che fare. Non per forza ti chiederemo denaro, o royalties, o divisione dei proventi. Se non ricordo male, cedemmo i diritti di Q gratuitamente a una casa editrice cubana, che aveva a malapena la carta per stampare i libri.

    Essendo Cuba uno Stato operaio, seppur burocraticamente deformato e con una crescente ri penetrazione del modo di produzione capitalistico, concordo con la vostra intepretazione della licenza Copyfarleft nella versione marxisticamente modificata.

    E io che ho scritto? A questo si è aggiunto un uso singolare di grassetti e formule lapidarie. Peccato che su questo argomento i Wu Ming abbiano scritto cose molto approfondite anche in forma narrativa, come le vicende di Anatrino e i suoi compagni , che siano stati pionieri della sperimentazione di licenze aperte in letteratura e della loro divulgazione per es.

    La tua osservazione è corretta. Io sono convinto che chi, come i Wu Ming, scrive opere letterarie di grande valore, ha il diritto di poter vivere del suo lavoro di scrittore. Per il momento i Wu Ming ci campano grazie ai tanti lettori che, come me, comprano i loro libri appena escono in formato cartaceo.

    Ma in un futuro non troppo lontano questo sistema potrebbe essere insufficiente. Quando quasi tutti gli appassionati di libri avranno un ebook reader, le vendite dei libri cartacei potrebbero essere il corrispettivo delle vendite di dischi attuali. A quel punto non troverei sbagliato che i Wu Ming si mettessero a — scusate il termine — vendere anche le edizioni digitali dei loro libri.

    Va bene le donazioni, ma vendere scusate ancora il frutto del tuo lavoro è cosa buona e giusta, secondo me. Meglio essere la […]. Volevo solo segnalare un refuso. A pagina , manca la frase prima di:. Tranquilli, non costa niente: potete scaricarlo gratis da qui.

    Non è necessario acquistarlo. Sono in ritardo, perché volevo trovare il tempo di correggere i refusi e ho sempre rimandato, ma mi ci metto. Scusaci, è che la mole di email di varia natura che riceviamo è davvero soverchiante, per questo diciamo che ci vuole pazienza.

    Riusciamo a rispondere a breve giro alle cose urgenti, o a quelle per cui basta una risposta molto rapida. Vivo in Francia da 15 anni. Appena arrivata, come lavoretto ho fatto qualche nota di lettura di libri italiani per la casa editrice Seuil.

    Incomprensibile… Eppure i francesi non hanno pessimi gusti letterari, di solito. Ho letto su intenet che le Seuil ha mandato al macero tutte le copie invendute. Allora sono venuta sul vostro sito per vedere se è possibile scaricare la versione francese. Ci sono la versione italiana, inglese, spagnola, brasiliana e polacca, ma non la francese. Dalla Fancia con amore,. Conosciamo bene la situazione, e difficilmente cambierà. In Francia non vendiamo abbastanza perché un editore ritenga un buon investimento ri-tradurre e ri-pubblicare il libro.

    Ottimo successo di critica, ma poche copie vendute. Al momento, siamo fermi. Propongo una traduzione collettiva io sono traduttrice, ma il francese non è la mia lingua madre, posso contruibuire ma non posso farlo di peso e lo rilanciamo alla faccia di Seuil dei miei stivali. Chiara PS. Siete già venuti a Lille e non sono potuta venire a causa di… ma lasciamo perdere che ancora mi fa inkazzare, ma se tornate stavolta piuttosto mi licenzio, vengo col cinno con la varicella, i pidocchi o le pustole o che so io… ma vengo!

    Questi e molti altri romanzi sono disponibili su Giap! Sono una nuova fan, vi ho scoperto grazie ad un corso di letteratura italiana che ho frequentato questo semestre. Secondo me merita. Els trobareu en aquest web seu. Folli, geniali, necessari. Complimenti a ognuno di voi.

    Riflessione, intensità, sentimento. Devi essere connesso per inviare un commento. Condividi Tweet Liberi e senza DRM. Vive la classe ouvrière! Accedi per rispondere. Il mio Kindle ringrazierà e i cartacei sono tutti allineati in libreria….

    Ad intergrazione del cartaceo…Grazie mille! Massimo rispetto, come si diceva una volta… :. Leonardo M. I cartacei prendono la via della biblio di mamma e papà!! Thanks a zillion! Thanks… HP. Scusate ma prima è partito il commento dà solo.

    Ok, proveremo a dargli più risalto, magari con due righe di spiegazione su cosa sia. Aggiunto anche il. Corretto il link! No pasaran! Il file è perfetto. Ok, posso mettermici domani sera, poi ti mando tutto.

    Ho fatto una donazione con grande piacere :. Un intervento a cavallo dei due post su Timira e sugli e-books. La rivoluzione inizia da qui. Siete grandiosi! Lunga vita a Wu Ming P p. Molte grazie per tutte le info. Ok, buono a sapersi. Grazie G. Grazie MN. WM, hai posta ;- HP.

    A presto Gab. Buon natale, di passaggio vi ho lasciato un obolo nella cassetta della posta. Grazie mille, a te e a tutti quelli che fanno come te Siete straordinari. Comunque adesso faccio altre prove per sistemare il vostro file sul kindle…speriamo Ps. Andrea M. Stella del Mattino — Wu Ming 4. Scaricare eBook gratis su Amazon. Di quale file si tratta? Tutti i libri del Luther Blissett Project sono sul sito lutherblissett. Ultime letture 1 Non so che titolo metterci. Una soltanto? Grazie, a presto!

    Qui termina la mia precisazione. Che ti ho fatto di male? Buona continuazione, grazie per quello che fate e grazie per la chiacchierata. Grazie anche a te aleks7 per la chiacchierata. Venezia - Scrivo. Ciao a tutti! Grazie ancora e buon lavoro! Grazie in anticipo per la risposta, saintex. A presto, saintex. In caso, a risentirci. Va bene, grazie volevo solo essere sicuro della ricezione. Dalla Fancia con amore, marzia. Transmedia: storia, memoria e narrazioni attraverso i media. Recensione Kindle Oasis , tutto un altro ereader - Macitynet.

    Wu Ming, sense nom? Lascia un commento Annulla risposta Devi essere connesso per inviare un commento. Alcuni ci permettono di avere statistiche sulle visite: cosa viene letto, quali link vengono usati.

    Mandrake smadonnava su un paio di serrature che opponevano inattesa resistenza. Tornarono al furgone, mentre i carabinieri richiudevano alle loro spalle i cancelli e le porte blindate. Il cancello si aprí nuovamente. Botola si sporse dal finestrino verso il carabiniere alla garitta. Portarono il Ducato nel boschetto a Monte Antenne, dove avevano in precedenza occultato la Saab pulita del Botola.

    Scaricarono i sacchi e li seppellirono insieme alle divise. Lothar e Mandrake cosparsero il furgone di benzina. Cadde senza un lamento. Lothar e Mandrake erano pezzi di carne bruciata fra le lamiere.

    Il bottino era al sicuro, in attesa che si placasse la prevedibile tempesta. Un tempo, quella casa era appartenuta al Dandi.

    Botola non aveva opinioni al riguardo. Se il Dandi non si fosse montato la testa, sarebbe rimasto ancora per un pezzo il numero uno. Ma se non si fosse montato la testa, non sarebbe stato il Dandi. Ed era da lí, da quel luogo che una volta aveva ricordato loro chi erano, da dove venivano e dove erano arrivati, era da lí che si doveva ripartire.

    Come una volta. Meglio di una volta. Altissimo, indossava una camicia coreana senza il minimo alone di sudore, occhiali scuri, jeans attillati. Ne hanno parlato alla radio. Botola ci rimase male. Botola, risentito, gli porse la pistola e le cartucce. Botola non insistette. Ce sta pure la firma! Guarda, De Chierico. Nun so se te ricordi, ma Dandi non era tipo da farsi infinocchiare dal primo falsario.

    Ho detto copia. È una cosa ben diversa. Botola ne aveva abbastanza. Il Samurai, con un gesto vago, gli fece cenno di proseguire. Abbiamo le carte. Praticamente, li teniamo per le palle.

    Il che ci rende intoccabili, e quindi… — Quindi? Il Botola rise, compiaciuto della battuta che lo riportava ai tempi del Libanese, il fondatore della banda. E forse non aveva tutti i torti. Il Samurai annuí e si mise a caricare la pistola. E infatti, queste cartucce che vedi sono Borghi, fabbricate a Buenos Aires nel Avvelenati dal clamore di un colpo cosí magistrale, gli uomini in divisa convogliarono a Roma i migliori investigatori.

    Per spezzare il filo. Quella sera erano almeno in quaranta, quasi tutti giovanissimi. Figli delle curve dello stadio Olimpico, divisi dal tifo ma uniti — questo almeno faceva loro credere il Samurai — da una fede comune. Le curve. Il futuro di Roma. Il Samurai riponeva grandi speranze nei suoi ragazzi. Gente agitata, gente che non aveva niente da perdere e fremeva per prendersi tutto. Si trattava di costruire una rete a piccole maglie. Ciascuno doveva essere impiegato secondo le proprie qualità: cani da strada e professionisti in doppiopetto.

    E tutti, tutti sarebbero stati fedeli. Perché il gesto trova in sé stesso la propria giustificazione, etica, estetica e religiosa, e tanto deve bastarvi. Che ciascuno di voi mediti su quanto ha appena ascoltato. Ci rivediamo il mese prossimo. I ragazzi sciamarono via, scambiandosi commenti entusiasti ma a mezza voce, per non disturbare la concentrazione del Samurai, che, a occhi chiusi, si massaggiava le tempie, come prostrato dallo sforzo oratorio.

    Permetti una parola? Il Samurai aprí gli occhi con un sospiro. Marco Malatesta. Un ragazzaccio di Talenti ricco di cuore, fegato, e, soprattutto, cervello. Uno dei suoi preferiti. Un potenziale erede designato. Ora, se volessi spiegarmi… — Tu non sei un maestro. Tu sei solo un bastardo! Stai ragionando come un piccolo-borghese. Tu sei questo! E certo! Sei uno spacciatore, Samurai. No, non uno spacciatore, il capo di tutti gli spacciatori. Ci hai mandato in giro a spaccare le teste degli spacciatori.

    Libera concorrenza? Il Samurai sorrise, poi agí, fulmineo. In un istante, la pistola era finita tra le sue mani.

    Il ragazzo si abbatté mugolando. E non ti servirebbe a niente chiedere pietà. Io ci credevo in te, Samurai, credevo nelle cose che dicevi. Cambiare questa città, cambiare questo mondo marcio, la nuova morale. A te questo mondo marcio va benissimo, tu ci sguazzi dentro, tu sei il traditore! Semmai, un cattivo maestro. Non sono riuscito a insegnarti niente.

    E la mia punizione sarà di lasciarti in vita. Il ragazzo si rimise in piedi a fatica; aveva la vista confusa, la testa pulsava di battiti insopportabili.

    Ti ricorderà chi sei, da dove vieni e che cosa hai fatto. Roma, ai giorni nostri I. Ne ho preso uno proprio sulla pelata!

    Uh, sí, bello, guarda, guarda in cielo, pigliatela coi gabbiani e le cornacchie… io sto sopra e tu stai sotto… hai capito, ora, come funziona la vita? Ma niente. Lo zoccolume doveva essersi appisolato. E certo. Le aveva sfiancate, quelle due.

    Mica scherzi: stiamo parlando di Pericle Malgradi! Chista è roba speciale, bambina mia, roba di prima scelta, preparata con le sue sante mani da mio fratello Temistocle. Ma vaffanculo! Ora Sabrina aveva rotto. E che, la teneva solo lei, a Roma? A Roma, dove si nuota nel pelo! La prossima volta, due negre. No, meglio: due negre e un trans.

    Il minimo sindacale, dopo tutta una vita spesa al servizio della comunità. Non era mica ricchione, lui! Guardate che ce ne sta pure per voi. Ancora silenzio. E basta! Un capogiro violento lo fece barcollare. La roba stava salendo al cervello.

    Mentre il cocktail erettile cominciava a fare il suo effetto, un gaio senso di invincibilità lo pervadeva. Tutti blateravano di spread, spending review, moralità… e che cazzo! Noi staremo sempre sopra, e i miserabili sotto. Ah, il brillantino. Un piccolo gioiello conficcato nel buchino, quello di dietro. A Malgradi piaceva sfilarglielo con la lingua. Preliminare da sultano! Ma figurati se a Pericle Malgradi, the Number One, gli andava a capitare una simile sfiga.

    Sabrina lo fissava, pallida e tesa. Ma che gli era preso a Sabrina? E perché strillava tanto? Madonna santa! Verde era diventata la slava, verde come una cima di cacioffula a fine stagione. Boccheggiava riversa sulle lenzuola di raso nero, e un rumore di fondo malsano risaliva dai polmoni ogni volta che il petto si alzava e abbassava nello sforzo del risucchio.

    Me more! Incapace di muoversi. Incapace di prendere una decisione. Incapace di parlare. Mentre il torpore della coca svaniva e la lucidità isterica delle amfetamine montava, in rapida sequenza gli passarono davanti agli occhi le conseguenze.

    Donna Fabiana, moglie e madre, devota alle Oblate Figlie della Vergine. I suoi elettori del collegio della Calabria jonica delusi e irritati. Lo scandalo. La miseria. La galera.

    Vui cca nun siti mai vinuti! Io non vi conosco! Dobbiamo chiamare aiuto! Io me ne vado, cazzo! Albergo La Chiocciola, hôtel de charme. Ah, parlava pure la zoccola. E si permetteva di insultare. Ma come? Ti porti dietro questa encefalitica che magari ci ha pure qualche malattia e ancora parli? Che ci hai qualche idea, troia? Sabrina si riprese il cellulare e fece una chiamata.

    Era piccolo, butterato, brutto come il debito. Meglio di quanto aveva osato sperare quando aveva risposto a Sabrina. Purché non si mettesse a frignare come un pupo. Soprattutto, come dirlo. E per i ringraziamenti… avoja quanto tempo ci avrai! Con un sospiro, si misero al lavoro. Il piano era di scaricarla in un posto che Spadino conosceva bene. Un posto sicuro. Si doveva dunque farla uscire senza che il portiere della Chiocciola, le cameriere o eventuali sconosciuti incontrati strada facendo sospettassero che la ragazza era morta.

    Ma anche rivestita e cosparsa di profumo — la serata era calda, e già si cominciava ad avvertire un odorino sconveniente — la lituana sapeva inequivocabilmente di cadavere. La misero in piedi, sorreggendola ciascuno da un lato. I movimenti erano impacciati, si vedeva chiaramente che non era lei a camminare, ma loro due a trascinarla. Il ragionamento filava. Si avviarono. Il corridoio del quarto piano era deserto. Si ritrovarono quasi senza sforzo nella hall. Prima di mettersi a rigare dritto, aveva conosciuto anche lui una breve stagione sulla strada.

    Nello stadio di Bari la mafia di Valona aveva fatto il resto: sua sorella era andata a battere e lui si era dato da fare nel settore del recupero crediti.

    Il che equivaleva a terrorizzare padri di famiglia, spaccare ogni tanto qualche osso, punire puttane riottose. Roba cosí.

    Poi le cose erano cambiate, certo, ma ci sono ricordi che non si possono cancellare. Era morta. Ma, tanto premesso, che fare? Dunque, ragioniamo. E a lui, Kerion, che gliene veniva? Malgradi lo aiutava a farsi strada in Italia, ma lui in cambio garantiva la massima discrezione alla sua turbolenta vita sessuale. E i patti, si sa, non sono eterni. O, quantomeno, si possono sempre ridiscutere. Al momento opportuno, tutto questo gli sarebbe tornato utile.

    Spadino e Sabrina scaricarono il cadavere alla riserva naturale della Marcigliana, pochi chilometri prima di Monterotondo Scalo. Anzi: tu a me manco me conosci, chiaro? Quel che è fatto è fatto. Sabrina si mise al lavoro.

    Cani selvatici. Gli passarono una gentile segretaria. E poi chi la deve rialzare, Malgradi? Ma fammi il piacere! Lo fecero passare con un cenno di saluto. Una mora vaporosa e sorridente gli si fece incontro. Posso aiutarla? I due sembravano nel pieno di una discussione tanto animata quanto delicata. Se intanto volesse conferire con lui… — Facciamo che mi prendo un caffè.

    La mano con le unghie laccate di azzurro di una delle due volontarie gli spinse davanti un espresso.

    Una passione. Non un lavoro. E tu che ti mangi la sera? Nonostante i due si sforzassero di mantenere un tono di voce sommesso, riusciva a percepire la conversazione. Il tipo piativa una casa.

    Non gli andava bene niente. Ma quante cazzo di case ci avevano a disposizione? E di chi erano? Tutte di Malgradi? Al primo caffè ne seguí un secondo, poi un terzo. A Spadino cominciava a montare il sangue alla testa.

    Fece il suo ingresso un generale dei vigili urbani in divisa. Ma tu vedi! Questa storia delle assunzioni per gli esercizi commerciali sta diventando un tormento.

    Ma le pare che io non posso dare un bel calcio in culo a un commesso se il negozio è vuoto? Ma dove siamo? In Corea del Nord?

    A me la gente serve se guadagno. A casa. Altro che liquidazione, ferie non godute. Ho presentato un emendamento che discuteremo con la prossima Finanziaria. Dobbiamo liberare il paese dalla dittatura dei sindacati. Diritti, diritti… Basta che la sinistra si riempie la bocca di questa parola. E i doveri? Dove li mettiamo i doveri? Lei mi garantisce? Risero tutti di cuore.

    Finché Malgradi non lo vide. Quello della Chiocciola. Come tutti i buoni amici. Regola numero due: i favori si ricambiano. Quindi, da oggi la roba la prendi da me. E non da quegli stronzi di Ostia che ti parano pure il culo qua di fuori. Tieni, qui nello zaino ci sono i tuoi profumi. Diciamo che ci pippi tu e le tue amiche per una settimana. E diciamo che fanno cinquemila. Ché è meglio. Tu prepara i soldi. Cominciamo con cinquemila a settimana.

    Se poi fai qualche festa, io ti posso coprire di roba. Ah, tanti saluti dalla nostra comune amica. Ti ricordi di Sabrina, vero? Malgradi lo seguí con lo sguardo finché lo vide uscire su largo dei Lombardi. La sua voce tremava, ai confini del piagnisteo. È uno de Cinecittà. Si è presentato qui in fondazione. Si è messo a sbraitare davanti a tutti che io e lei… ecco, sí, insomma… Che certe cose ora vanno fatte solo con lui.

    Ecco, vede, volevo un suo consiglio. Perché, ecco, non vorrei altre seccature. Questa è gentaglia che magari parla in giro. Faccia che è già risolto. Squisito come sempre. Al solito posto. Cazzo, che bel nome. Era cominciato come uno scherzo quando, a Ostia, da pischello sbancava nelle sale biliardo tra Levante e Ponente. Quando lo chiamavano ancora Cesare, il nome che gli aveva dato suo padre.

    Quello lo conoscevano tutti e tutti evitavano anche solo di pronunciarlo. Era cominciato quando prima di ogni partita, prima di affondare la stecca, si era messo a sollevare dal tavolo verde la palla — la numero 8, sempre quella — lasciandosela rotolare sulla coccia precocemente calva. Poi era diventata una cosa seria.

    Molto seria. Lui era diventato una persona seria. Padrone di Ponente a soli trentacinque anni. Qualche merda continuava a dire che il merito non era suo. Dicevano che se non fosse stato per zio Nino, a Ostia di lui e della sua famiglia non sarebbe rimasta neanche la puzza.

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    Va bene, Nino e Libano si erano apparati e gli Adami erano sopravvissuti anche alla banda. Libano era morto.

    Dandi era morto. Zio Nino invece aveva messo i capelli bianchi e, nel vuoto, era rimasto il solo padrone del litorale. Coca, hashish, eroina. Napoletani, siciliani, calabresi. Poi — siccome le cose si fanno come si deve — la famiglia si era allargata. Era il primogenito dei Sale, antica famiglia di Ponente, tra le prime a essere deportate a Nuova Ostia dalle borgate di Roma, un matto scocciato.

    Denis aveva sposato una discendente degli Anacleti, i padroni di Roma Est. Un matrimonio durato poco, datosi che la poverina era finita contro un pino della Colombo su una Mercedes Slk. Comunque, Adami, Sale, Anacleti, mica cazzi. Il capolavoro di zio Nino. Tre famiglie e mezza Roma in saccoccia. Da est a ovest. Eur, Axa, Infernetto, Casalpalocco e Ostia, di qua. Ventotto chilometri di raccordo anulare che sembravano la corona di una regina. Stava a bottega da cinque anni, ormai.

    Associazione per delinquere e traffico di stupefacenti. Ma doveva stare tranquillo. Ormai ci pensava lui, Ernummerootto. Era lui il capo, ormai. E per questo Spadino aveva chiuso. I pini di Coccia di Morto gli si pararono davanti come le quinte di un teatro. Buio alle spalle.

    Buio di fronte. Quel posto glielo aveva fatto scoprire suo padre da bambino. Se ne andavano insieme lí sotto al tramonto con una radiolina modificata e si sintonizzavano sulle frequenze della torre di controllo.

    Ascoltavano i colloqui fra la torre e gli aerei in decollo e atterraggio. Potevano scoprire chi arrivava da dove e chi partiva per dove. Bei tempi. Poi il Libano aveva parcheggiato papà, e lui le basse frequenze aveva imparato a usarle soltanto per ascoltare la madama.

    Spadino era rimasto al volante, con il finestrino abbassato. Come fa quel comandamento? Malgradi, ora, è roba mia. E io ho fatto le grandi pulizie. Ti basta come giustificazione? Fu questione di secondi. Non avvertí neppure troppa resistenza. Picchiando quella testa, ormai poltiglia, contro il tronco. Erano passati cinque minuti, forse. Mai girare senza benzina di riserva. Fece rapidamente retromarcia mentre la Smart e il suo conducente diventavano una palla di fuoco.

    Ci hai ragione. Io e te nun avemo niente da disse. Aveva assunto il comando della sezione anticrimine da appena due settimane e da due settimane aveva ricominciato a fumare le sue Camel light, gettando al vento tre anni di faticosissima astinenza. Gennaro Sapone. Una faccia anonima, da impiegato. Era uno dei peggiori killer di Scampia. Da quel giorno Sapone era sparito.

    Lo cercava la gente del quartiere. Lo cercava lo stato. Quindi lui, Marco. E ora, se la soffiata era giusta, la corsa stava per finire. Su quel binario. Era la prima, vera operazione da quando Emanuele Thierry de Roche, il generale comandante del Ros, lo aveva richiamato in sede, restituendolo alla sua Roma dopo undici anni di vagabondaggi con le missioni diplomatiche della Msu, la Multinational Special Unit. Si conoscevano da una vita, lui e Thierry. E Marco, che a Emanuele doveva tanto, forse tutto, non aveva ancora capito perché fossero diventati amici, loro, cosí diversi.

    Thierry alto, asciutto, formale, ultimo discendente di Luciano Bonaparte principe di Canino, pronipote di Napoleone il Grande, pensa te, e Marco. Che per tutta la vita sarebbe rimasto un ragazzaccio di Talenti. Forse perché su una cosa la pensavano allo stesso modo: Roma andava salvata. Soprattutto da sé stessa. Le ventitre. Un finto capotreno in testa alla pensilina. Uno spazzino in coda.

    E, in mezzo, un ambulante posticcio che armeggiava nella cesta delle bibite. Gli sportelloni si aprirono. Troppa gente. Malatesta conosceva bene quella sensazione. E fu allora che Sapone scese. Marco lo capí dal rumore dei due colpi di calibro 38 esplosi a casaccio dalla pistola che il napoletano stringeva nella destra e che precedettero di qualche istante le grida di una giovane madre. Sapone li aveva sgamati. I ragazzi di Malatesta si ripararono dietro i pilastri che sorreggevano la pensilina e puntando le armi di ordinanza intimarono una resa impossibile.

    Getta la pistola! Venite, se tenite curaggio! La bambina piangeva. La madre urlava. Gli altri passeggeri si affrettavano a dileguarsi. Situazione di stallo. Gli ordini, in questi casi, erano precisi e inderogabili. Bisognava ripiegare. Evitare a qualunque costo danni ai civili. I militari abbassarono le armi.

    Marco scosse la testa. Ci sono cose che vanno fatte, e basta. Perfettamente bilanciato, il braccio destro lungo il corpo stringeva la Beretta. Non ti muovere, cazzo! Non rispose. Sapeva di non dover sprecare troppo fiato. Le parole dovevano solo fargli guadagnare qualche frazione di secondo.

    O accido a te o alla guaglioncella! Sapone avrebbe ucciso la bambina. Questa era la verità. Ci sarebbero state polemiche a non finire, certo. E quasi sicuramente un provvedimento disciplinare. E come sempre, Marco avrebbe tirato dritto per la sua strada. Diede le spalle alla donna per occuparsi del camorrista che i suoi stavano medicando. Le possibilità erano tre, pezzo di merda. E la terza è toccata a te. Smart bruciata. Cadavere carbonizzato. Vai e dimmi. Qualcuno aveva pensato di costruirci il nuovo stadio della Roma.

    Chi sa se era una buona idea. Una funivia. E perché non una stazione termale, e campi da sci con la neve artificiale? Conosceva come le sue tasche la scena del crimine. A Coccia di Morto lo portava il padre da ragazzino. A vedere gli aerei. Su cui non aveva mai fatto mistero lo sognasse un giorno comandante. Povero papà! Gliene aveva fatte passare di tutti i colori. Lo aveva odiato. Lo aveva distrutto. E solo troppo tardi si era reso conto di quanto fosse stato ingiusto con lui.

    Un vero bastardo. Capí che era arrivato dalla puzza. La carcassa calcinata della Smart galleggiava in un tappeto di fango, acqua e schiuma antincendio non ancora rappresa. Aveva imparato a fare cosí dal primo cadavere che aveva dovuto raccogliere, un cinese nel canale di scolo di una conceria clandestina. Doveva camminare prima di presentarsi di fronte alla morte. Alba era giovane, determinata, desiderabile. Ma era innamorata. E questo, per Marco, era un problema insolubile. Rivolse lo sguardo verso la carcassa della Smart e fece cenno alla Bruni di seguirlo.

    Fu investito da un lezzo di carne e plastica fuse insieme. Per il resto, il fuoco aveva cancellato tutto. Avete guardato qui intorno? Oltre ai denti abbiamo altro? È un pantano. Comunque, hanno spento la macchina in tempo per salvare una delle piastrine del telaio.

    Se siamo fortunati dovremmo riuscire almeno a risalire a chi è intestata la Smart. E, a un primo esame visivo, appartengono al cadavere.

    Dovremmo avere i risultati in un tempo ragionevole. Malatesta annuí lentamente. Almeno per il momento, generale. Anche perché siamo a caro amico. Ancora non sappiamo se il cadavere è di un uomo o di una donna. Come al solito, nella storia di Sapone, te ne sei fottuto degli ordini… — Se fossi stato tu al mio posto… — Guarda che il mio è un complimento, mica un rimprovero.

    La Bruni sorrise. Qualche giorno dopo la morte della lituana, Sabrina aveva ricevuto una telefonata. Sono stato chiaro? Tu dimenticati tutto e continua a vivere in pace. Continua cosí. Sabrina era una ragazza pragmatica. A diciassette anni aveva già ripetuto due classi al tecnico commerciale.

    I libri le facevano schifo. Doveva inventarsi qualcosa, o sarebbe presto finita come quel sacco informe di sua madre, una fallita che si spaccava la schiena a insaponare la testa di vecchie stronze per quaranta euro al giorno in nero. Ma da dove cominciare? Se si guardava intorno, nel quartiere, a scuola, fra le amiche, vedeva solo apatia e miseria.

    Pochi soldi, ma per una pizza e una canna sempre meglio di niente. Cosí non si poteva andare avanti. Ci voleva una svolta. Sandro aveva organizzato in suo onore una festa al Palacavicchi, la megadiscoteca alle porte di Ciampino.

    Lei aveva accettato. Tutto, meglio di quella serata assurda. Lui si chiamava Enzo e faceva il broker per un pool di compagnie assicurative. Scoparono, aiutati da uno schizzo di coca. Era la prima volta che Sabrina provava la coca. Le piacque.

    Sabrina poteva mettersi a piangere. O a ridere. Sabrina poteva ribellarsi o rammaricarsi. A lei la scelta. Sabrina comprese, in quel preciso momento, che la mano pietosa del destino la stava sollevando dalla miseria per offrirle un luminoso futuro. Quella era la svolta. Quella la vocazione. Chiama quando vuoi.

    Se hai qualche amico da mandarmi, è il benvenuto. Ma Sabrina era una ragazza pragmatica. Non pensava certo di invecchiare smarchettando.

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    Ancora tre anni e poi basta, stop. Avrebbe aperto un posto tutto suo. Un bar. O un negozio di parrucchiera, perché no. E magari alla cassa ci poteva mettere mammà. Ma ora, buonanotte. Il telefonista era stato chiaro. Molto chiaro. Malgradi aveva mosso le sue leve. Avrebbe dovuto avvisarlo? Ma perché, poi? Spadino era un pezzo di merda come tutti gli altri. E se non fosse bastato? Se avessero deciso che lei rappresentava comunque un pericolo?

    Sarebbe stata sufficiente, come metamorfosi? E intanto, come si metteva con gli affari? Aveva un debole per Sabrina, e non solo per lei: a furia di frequentare gli uomini, aveva imparato a odiarli. Le donne, loro, erano, e sempre sarebbero state, sorelle. Erano ammesse solo donne. Non ho ancora abbastanza da parte per potermelo permettere.

    I comunisti? Ma quelli ci odiano! In fondo, lei non era ancora arrivata a quel punto. Nonostante il buio, la sabbia nera di Ostia Ponente era ancora tiepida.

    Municipio XIII. Cooperativa sociale di interesse pubblico. Concessione demaniale n. Handicappati e regazzini, seeh! Cooperativa, seeh! Con gli arenili non si scherzava. Quegli ottocento metri di spiaggia chiusi a nord dal frangiflutti del porto turistico valevano oro.

    Come ogni metro di spiaggia da Ponente ai cancelli di Capocotta. Semo o no padroni a casa nostra? Il Waterfront, gli aveva spiegato un giorno il Samurai, sorridendo. Boardwalk Empire. Atlantic City, Italia. Pensa, prova a pensare. Sforzati di elevarti dal marciapiede, ogni tanto.

    Almeno qualche centimetro. So che per te è quasi impossibile, ma provaci. Non dico sempre. Qualche volta. Il Samurai, come faceva sempre, lo aveva guardato con un tratto di compassione, rapidamente scolorita in una smorfia di disgusto. E aveva tradotto come si fa con gli analfabeti. Questo significa Waterfront, sottocorticale che non sei altro. Ernummerootto era permaloso come una scimmia. Un matto che prendeva fuoco per niente. Ma aveva abbozzato per il rispetto che doveva.

    E per il grano che quella roba prometteva. Il mare è di tutti — seeh, bum! E avevano affidato sei lotti in concessione — mica uno — a una manica di straccioni. Cooperative, le chiamavano. Ma cooperative di che? Di zecche maledette. Lo teneva per le palle. Le cose erano cambiate. Parole che erano musica. Soprattutto, il segnale che bisognava darsi da fare. Perché se, putacaso, lo stabilimento ti va a fuoco, di chi è la colpa?

    È il mercato, no? E lo dice pure la legge. Ma dove dicevano loro. Lontano dalla spiaggia, dove non davano fastidio. Tanto che gli cambiava. Tutta opera sua, der Nummerootto. Perché toccava a lui. Uno a settimana. Sempre di notte. Sempre con la stessa benzina e lo stesso innesco rudimentale, piazzato nella centralina dei sistemi elettrici degli stabilimenti.

    Il resto veniva da sé. Asciugati dalla salsedine, capanni, ombrelloni, gazebo bruciavano come carta di giornale.

    In un attimo. Ci venivano da tutta Roma a vedere i pitbull strapparsi la carne a mozzichi. Era mezzanotte passata e doveva darsi una mossa.

    Peter Pan, a noi due. Spedí un Sms a Robertino, uno dei suoi che si portava dietro da quando era pischello. Il primo fischione salí dritto sulla verticale di piazza Lorenzo Gasparri mentre lui manometteva il quadro elettrico del Peter Pan. Nuova Ostia, la sua Ostia. In quello stabilimento, i ragazzini ci andavano davvero e il lavoro di distruzione richiedeva uno straordinario.

    Lo scivolo di due metri, fatto a forma di castello medioevale, e i giocattoli, trattori e cavallucci di plastica, pile di secchielli e formine, e i surf, i Gormiti e i Pokémon… insomma, un lavoraccio di mano, e prima di accendere. Nuova di pacca. Perfettamente bilanciata, con ancora il filo di fabbrica. Il manico in legno chiaro, la testa rossa. Tic, tac, tic, tac. In meno di dieci minuti, fece a pezzi il castello dei sogni con furia metodica.

    Accompagnava ogni colpo con un motto di sorpresa e un sorriso. Poi venne il turno della spianata dei trattori, dei cavallucci, dei surf. Prima la sigaretta. Poi Peter Pan.


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