Blog di viaggio di Andrea. Spero che questo blog mi aiuti a viaggiare!

Blog di viaggio di Andrea. Spero che questo blog mi aiuti a viaggiare!

SCARICA FOTOROMANZI LANCIO

Posted on Author Meziktilar Posted in Autisti


    Contents
  1. Il fotoromanzo: immagini di una storia
  2. Photonovels Lancio: arriva il fotoromanzo con Ilary Blasi!
  3. Oggetti nei risultati della ricerca
  4. sito non ufficiale Fotoromanzi Lancio

Tag: fotoromanzi lancio ALEX DAMIANI – Fotoromanzi Lancio e non solo . Gen 17 KATIUSCIA – Fotoromanzi Lancio / Grand Hotel – Come era e Come è. Franco Gasparri. Benvenuti nel sito non ufficiale della Lancio La mitica casa editrice di fotoromanzi. Franco Gasparri. il mio libro sui fotoromanzi Lancio. E se uno parla di fotoromanzi, insieme a Grand Hotel, testata storica Si chiama Photonovels – Lancio (l'inglese servirà per la Si scarica a questo link: https:// tourismepeymeinade.info?mt=8. - Esplora la bacheca "fotoromanzi lancio" di Aurora65 su Pinterest. Visualizza altre idee su Capelli anni '70, Attori maschili e domande.

Nome: fotoromanzi lancio
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Windows XP/7/10. MacOS. Android.
Licenza:Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file: 51.74 MB

L illustre sconosciuto della storia della fotografia Cosa sappiamo, in fin dei conti del fotoromanzo? Ma, altrettanto senza dubbio, non ne sappiamo abbastanza, perché queste idee e questi giudizi finiscono per riassumersi facilmente in qualche luogo comune che non smette di essere ripetuto fino alla nausea da almeno mezzo secolo: il fotoromanzo sarebbe una sorta di fumetto, ma con delle foto; le sue storie sono quelle che troviamo nella letteratura rosa; il suo pubblico sembra essere quello femminile; la presenza infine di qualche variante a vocazione essenzialmente parodica non cambia di una virgola il carattere fisso di un genere non molto mutato dalla sua introduzione alla fine del secondo dopoguerra.

Come molti altri generi della cultura popolare o mediatica, il fotoromanzo non soffre solamente di una mancanza di riconoscimento. È soprattutto molto mal conosciuto. La frase più citata sul fotoromanzo resta dunque, paradossalmente, quella di Roland Barthes, autore in generale poco indiziabile di rafforzarmento delle gerarchie e delle distanze tra la cultura autorizzata e la cultura popolare: Personalmente provo questo leggero trauma della significanza davanti a certi fotoromanzi: la loro stupidità mi colpisce potrebbe essere una definizione del senso ottuso.

Vi sarebbe dunque una verità dell avvenire o di un passato molto antico in queste forme derisorie, volgari, sciocche, dialogiche della sottocultura di consumo. Alcune opere sono, adesso, apprezzate anche da un pubblico più colto.

Giocattoli e modellismo 3. Formato vedi tutti Formato. Tutto Filtro applicato. Compralo Subito. Periodicità di pubblicazione vedi tutti Periodicità di pubblicazione. Mensile Settimanale Lotto misto Bimestrale 1. Non specificato Colore vedi tutti Colore. Giallo Nero 7. Oro Rosso Verde Lingua vedi tutti Lingua. Italiano Russo Francese 3.

Georgiano 2.

Il fotoromanzo: immagini di una storia

Condizione vedi tutti Condizione. Nuovo Come Nuovo Ottime condizioni 2. Buone condizioni 8. Accettabile 1. Inserisci una gamma di prezzi valida. Inferiore a EUR 5, Provenienza vedi tutti Provenienza. Predefinita Filtro applicato. Unione Europea. Tutto il mondo.

Mostra solo vedi tutti Mostra solo. Restituzione gratis. Spedizione gratis. Inserzioni scadute. Oggetti venduti. E per finire i collezionisti, ma anche i direttori dei musei conoscono ed apprezzano ormai le riviste e i fascicoli della cultura fotoromanzesca i cui originali sono andati in parte persi a causa della caducità dei supporti, della messa al macero o, ahimé, della completa mancanza di una politica di conser- I fotoromanzi che erano pubblicati in milioni di esemplari negli anni Cinquanta sono diventati delle rarità.

Cosa spiega questo nuovo assetto? Essenzialmente due cose. In primo luogo, i tentativi di rinnovamento di certi autori, che hanno saputo vedere le potenzialità del genere. Marie-Françoise Plissart, autrice di numerosi fotoromanzi realizzati in collaborazione con lo sceneggiatore Benoît Peeters, ha stravolto la nostra percezione del genere: grazie alla Plissart, il pubblico ha potuto rendersi conto che il fotoromanzo poteva essere altra cosa rispetto alle produzioni indigenti e indigeste che avevano finito per dominare il mercato popolare negli anni Ottanta.

Tra fumetto e soap opera I primi esempi di fotoromanzo, nel senso moderno del termine, risalgono al il genere nasce in Italia, per poi espandersi presto in Francia e in altri paesi latini, compresa l America Latina. Per farsi un idea del successo colossale del fotoromanzo, non c è migliore esempio-guida che Lo sceicco bianco di Fellini La storia, ben nota, non manca di mordente, e il suo umorismo non ha ancora perso lo smalto: una coppia di freschi sposini, Ivan e Wanda, vanno a Roma, ma i sogni dello sposo e della sposa non sono del tutto coincidenti.

Lui vuole presentare la moglie alla propria famiglia e cercare di ottenere un udienza dal papa. Lei, invece, vorrebbe approfittare del soggiorno nella capitale per partire alla ricerca del suo idolo, lo sceicco bianco, appunto ricalcato sul personaggio esotico interpretato da Rodolfo Valentino di cui segue le avventure nei fotoromanzi. Mentre il marito un po grullo e ridicolo si sforza di giustificare davanti alla famiglia l inspiegabile assenza della moglie, la giovane donna scopre che il suo grande amore non è che un attore vile e volgare.

Questa ironica variante sul tema del bovarismo permette a Fellini di rappresentare con dovizia di particolari il mondo del fotoromanzo, il cui set assomiglia, ma in salsa farsesca, a quella di un vero film.

Ma il fotoromanzo non nasce tutto d un colpo. Il romanzo ad immagini si presenta come un fumetto disegnato a tratto e montato seguendo il modello dei comics americani dell epoca, ma copiando l universo, i temi, i personaggi, le scenografie, le trame e in una sola parola tutto il repertorio di stereotipi del cinema americano che irrompe negli schermi dopo la sconfitta delle forze dell Asse.

Spesso molto superiore ai coevi fumetti per la qualità del disegno atto a mettere in evidenza le Contrariamente al cineromanzo, che ripresenta una storia già esistente illustrata con l aiuto di fotogrammi e foto di scena, il romanzo ad immagini parte da una finta sceneggiatura. Le storie raccontate assomigliano come delle gocce d acqua a quelle che il pubblico già conosce da un certo cinema hollywoodiano.

Allo stesso tempo, gli eroi e le eroine che la tecnica del disegno a tratto permette di rendere in maniera quasi naturalista e che soffre meno delle imperfezioni nelle tecniche di stampa dell epoca rispetto ai fotogrammi dei cineromanzi sono spesso dei calchi delle star del grande schermo. Negli anni Cinquanta non è raro trovare sulle pagine di Grand Hôtel, storie come La legge del Sud, che ricalca Via col vento Gone with the Wind, Victor Fleming con tanto di protagonisti che ricordano nelle linee del disegno quelle dei volti di Clark Gable e Vivienne Leigh.

Sulle copertine di Grand Hôtel, James Dean non è il disperato di Gioventù bruciata ma piuttosto è un ragazzo solare. Ava Gardner non è la belle dame sans merci ma una giovane donna avventurosa. Montgomery Clift non è il tortuoso aspirante assassino di Un posto al sole, è piuttosto un ricco egoista.

Natalie Wood non è la ragazza della porta accanto. Altri divi possono riapparire senza troppi cambiamenti: Tony Curtis, Rock Hudson, Debbie Reynolds, Grace Kelly, personaggi positivi con un immagine socialmente rispettabile e moralmente garantita. Due bellezze antitetiche come quella di Audrey Hepburn e Brigitte Bardot sono imparzialmente arruolate fra le buone, nonostante il sex appeal totalmente diverso delle due attrici.

Ma in ogni caso i lettori dell epoca erano perfettamente in grado di dare un nome al volto o più esattamente al corpo, perché lo sguardo è tanto rivolto al busto e ai fianchi quanto al solo viso.

Photonovels Lancio: arriva il fotoromanzo con Ilary Blasi!

La formula non risulterà immediatamente vincente. Le riviste specializzate come Grand Hôtel in Francia Nous Deux che introducono il fotoromanzo dopo una prima fase interamente consacrata al romanzo ad immagini, mischieranno per anni una grande varietà di generi e rubriche.

I primi numeri di queste riviste non avevano che poche pagine, a volte appena dodici, poiché la carta era razionata a causa della penuria del dopoguerra e la stampa rosa aveva una reputazione diabolica in un gran numero di gruppi d opinione tanto a destra quanto a sinistra, che facevano di tutto pur di smorzare gli slanci di queste riviste.

Tuttavia in questi fascicoli troviamo comunque, fin dai primi numeri, un gioioso misto di cineromanzi, romanzi ad immagini, racconti, novelle a puntate, oroscopi o ancora una selezione di posta del cuore. Ci vorranno almeno cinque anni perché il fotoromanzo si imponesse come genere dominante nella stampa rosa, acclamato da un pubblico numeroso assetato di modernità, tanto di forma la fotografia passa per più moderna del disegno quanto di temi le storie d amore abbozzano in effetti nuovi rapporti tra uomini e donne dando uno spazio più grande all uguaglianza tra i partner.

Che fare dei filatteri? Come dividere una storia in uscite settimanali? Come rendere Come selezionare le immagini e quante metterne in ogni pagina? Gli autori dei fotoromanzi, che sembrano avere scoperto i primi trucchi del mestiere sul campo, saranno presto soccorsi da una vera riflessione collettiva sui media emergenti, come testimonia un manuale del , Istruzioni pratiche per la realizzazione di un fotoromanzo di Ennio Jacobelli, uscito per i tipi della Politecnica Italiana.

Accanto alla manualistica per tecnici ed operai, per elettrauti e idraulici, troviamo questo testo dedicato al mondo della comunicazione farà capolino l anno successivo nella collana anche una brochure per aspiranti tecnici tv , che evidenzia l aspetto artigianale e artistico dell industria del fotoromanzo.

Una via italiana alla cultura di massa, spesso artigianale o di artigiano industriale, che contraddistingue in quegli anni, ad esempio, anche il mondo del fumetto. Un industria in cui si navigava a vista, con grande intuito e capacità di cogliere e presentire mutamenti nel gusto del pubblico di riferimento, senza l aiuto di complesse ricerche di mercato.

Nelle pagine del manuale impariamo nozioni di fotografia, direzione degli attori e post produzione la scelta e il montaggio degli scatti, l inserimento del testo ma soprattutto apprendiamo a sceneggiare, con trucchi rubati al mondo e al set cinematografici.

Oggetti nei risultati della ricerca

E qui vengono elencati molti dei clichés visivi e tematici del genere, l incontro amoroso, le sue pose e soprattutto i luoghi, come il divano o il tram.

Ma soprattutto il manuale offre anche l occasione, come tutti i manuali, di prescrivere e, prescrivendo, definire. Col tempo, i vantaggi del fotoromanzo sembrano essere stati collocati nella capacità di trasmettere in modo insieme rapido ed efficace un determinato racconto. Da una parte e dall altra, troviamo una narrazione visiva che propone un racconto con l aiuto di immagini disposte in sequenza e montate su di un supporto specifico, le pagine di un volume.

Varierebbe dunque, ma come fattore trascurabile, solo la natura di queste immagini: da un lato i disegni e dall altro le foto. Ma le differenze tra le due pratiche sono, in realtà, essenziali. Ma poiché una buona sceneggiatura non si limita ai dialoghi, né ai soli aspetti narrativi del racconto, ma integra già degli elementi di previsualizzazione, è normale che la fase di scrittura della sceneggiatura del fotoromanzo differisca da quella del fumetto, anche se le sceneggiature del primo possono prendere la forma di uno storyboard assai completo come mostra bene anche il manuale d istruzioni prima citato.

In realtà, la scrittura della sceneggiatura di un fotoromanzo, a causa degli innumerevoli ostacoli e delle restrizioni con cui si confronta, s allontana molto da quella di un fumetto. Le limitazioni in cui si incorre sono legate alla vicinanza dell elemento fotografico con la realtà che si oppone spesso all introduzione di elementi giudicati irreali.

Nel fotoromanzo, la sfera del visibile non coincide sempre, per ragioni pratiche ma non teoriche, con l insieme di quello che è di fatto realizzabile. Ma c è anche qualcos altro. La fotografia è inevitabilmente un immagine piena e completa, da una parte, e già inquadrata, dall altra parte. Nel fotoromanzo, lo sfondo su cui si staglia l oggetto è inevitabilmente presente fin dall inizio: non deve essere aggiunto e la sua manipolazione, indubbiamente facilitata dai progressi del digitale, rimane sempre assai delicata.

Quanto alla stretta solidarietà tra l immagine e la cornice, essa spiega la resistenza del fotoromanzo, non alla manipolazione del quadro, ma piuttosto a ogni tipo di recadrage che metta in causa la forma Completamente ammessa nel fumetto, l inquadratura non rettangolare non conosce, nel corpus del fotoromanzo, che un piccolo numero di occorrenze, del resto fortemente codificate nel fotoromanzo tradizionale l immagine di chiusura è a volte circolare.

Generalizzando un po, si potrebbe dire che la realizzazione di un fotoromanzo ricalca quella di un vero lungometraggio: sceneggiatura, casting, riprese, montaggio e postproduzione, poi stampa e distribuzione, tutti questi aspetti del lavoro possono essere assunti in teoria da un unica persona ed esistono non pochi esempi di fotoromanzi prodotti con mezzi di fortuna, a casa, con gli amici e senza attrezzatura pesante.

Oppure nei fotoromanzi per il grande pubblico che si girano nel contesto della stampa rosa, il lato paraindustriale è una realtà, le troupe sono ampie, gli investimenti anche e la distribuzione si sforza di essere la più massiccia possibile. Il fotoromanzo non è del resto il solo genere visivo a volgere lo sguardo verso il mondo cinematografico: un artista come Gregory Crewdson, specialista della fotografia narrativa di finzione la cosiddetta staged photography concepisce le riprese in termini di produzione cinematografica.

Ma una volta trovata la formula giusta, tanto all interno del fotoromanzo quanto nelle riviste rosa, niente si opporrà alla fioritura del genere. Il successo senza pari del genere ne farà un fenomeno sociale nella seconda metà degli anni Cinquanta e gli permetterà allo stesso tempo di annettere altri generi, come il cineromanzo, la cui presentazione materiale e il tono narrativo prende a copiare i modelli messi alla prova nel fotoromanzo.

Nel è il cinema a irrompere nel fotoromanzo. Il sarà l anno del boom di pubblicazioni, ma già a partire dal gli editori saranno costretti ad emigrare in Francia per coprire le spese. E oltralpe conquisteranno mercati più trasversali, attraverso la scelta di collane non generaliste ma di genere fantascienza, horror, cappa e spada, avventura.

Ma questa sarebbe un altra e ben più lunga storia, di cui sommariamente renderemo conto nella galleria. Il cineromanzo, genere variabile e difficile da definirsi, aveva svolto un importante ruolo nel doppio processo di legittimazione e istituzionalizzazione del cinema, aiutando ad avvicinare quest ultimo all universo della parola scritta.

Eppure negli anni Cinquanta esso finisce per lasciarsi fatalmente attirare dal fotoromanzo, di cui imita le convenzioni, sia a livello di scelta delle immagini e impaginazione sia in quello di racconto: vengono selezionate tra i fotogrammi e le foto di scena le immagini che si avvicinano maggiormente all estetica del fotoromanzo si cercano immagini in cui si privilegia il personaggio rispetto allo sfondo, la coppia piuttosto che l azione, il piano americano e il primo piano piuttosto Il cinefotoromanzo rimane fino agli anni Sessanta prima dell inesorabile declino tanto in Italia quanto in Francia come uno degli strani mostri editoriali della cultura di massa, capaci di racchiudere tra le pieghe delle pagine patinate, molti segni di un epoca.

Gli anni che vanno dal al sono un epoca di transizione nella storia dell industria culturale italiana. In poco più di un decennio si riassettano gli apparati di comunicazione di massa portando alla formazione di un sistema integrato dei media e inaugurando quella che David Forgacs chiama la fase moderna dell industria culturale. Ma al pari del fotoromanzo se non di più , i cineromanzi continueranno ad essere pensati e realizzati in maniera artigianale, in base ad una profonda empatia tra realizzatori e pubblico di riferimento.

Quando l impero economico del fotoromanzo perderà la propria forza, sotto l influenza della diffusione del nuovo medium televisivo, la tendenza s invertirà, potremmo dire automaticamente, ancora una volta.

Dopo una fase iniziale in cui, attraverso il modello del romanzo ad immagini, il fotoromanzo resta largamente tributario del cinema, e una seconda fase dove, grazie anche al successo del fotoromanzo, sarà il cineromanzo ad avvicinarsi ai luoghi comuni fotoromanzeschi, il rallentamento di cui soffrirà il fotoromanzo negli anni Sessanta si tradurrà presto di soppiatto in una rinnovata emulazione del linguaggio cinematografico.

Il modo di fotografare, di impaginare, di raccontare si troverà nuovamente marcato dalle tecniche cinematografiche. Tuttavia, il fotoromanzo non appartiene solo a quelli che lo fanno. Il successo incredibile del genere prova che i lettori e non solo le lettrici si devono essere riconosciuti nel nuovo medium. E questo riconoscimento è divenuto appropriazione: il pubblico, visibilmente, ha dato al fotoromanzo uno spazio nella propria vita.

L esempio più lampante di questa confusione dei confini tra quelli che producono e quelli e quelle che leggono è ovviamente la possibilità offerta al pubblico di diventare attore del fotoromanzo. Fin dalle prime uscite, le riviste dei fotoromanzi invitano i lettori a partecipare all avventura del nuovo genere inviando una foto, primo passo verso la carriera di attore o di attrice del fotoromanzo, poi magari del cinema.

Si sa, infatti, che il mondo del fotoromanzo era il miglior trampolino di lancio verso una carriera da star del grande schermo.

Il cursus honorum era conosciuto e ben battuto: diventare una reginetta di bellezza anche solo della propria strada , tentare di farsi notare dai produttori del fotoromanzo, avere un primo ruolo al cinema, come Sofia Loren o Gina Lollobrigida che hanno entrambe debuttato con il fotoromanzo, prima di essere scoperte dal cinema. Inoltre, i mutevoli rapporti di forza che intercorrono tra fotoromanzo e cinema negli anni Sessanta si faranno sentire nelle modalità del casting: nel momento in cui il fotoromanzo comincia a soffrire la concorrenza dei media più nuovi, come la televisione o le nuove forme di musica pop, smette di servire da intermediario a tutti quelli e quelle che contano sul fotoromanzo per trovare un posto altrove.

Il fotoromanzo sarà al contrario È significativo che solo un piccolo numero di attori già noti nel mondo del cinema si degnino di ritornare o di abbassarsi al livello del fotoromanzo. Li si ritrova ovviamente nei cineromanzi degli anni Cinquanta, poiché all epoca il mondo del cinema non aveva interesse a rompere i legami con la cultura fotoromanzesca, ma una volta scemato il successo del fotoromanzo a vantaggio della televisione, il cinema cercherà altrove come rifornirsi e rinnovarsi.

A: amicizia? B: pietà? C: amore nascente?

Commento: la risposta corretta sarà quella che sarà scelta dalla maggioranza delle lettrici di Nous Deux. Riflettendo, troverete sicuramente la risposta giusta.

Vi occorre solo essere umane, obiettive e caritatevoli e di sapersi mettere al posto degli altri. Lo stesso vale per la posta dei lettori: molti storici del genere si sono mostrati attenti al fatto che i temi ricorrenti nelle lettere dei lettori passassero spesso ai fotoromanzi stessi secondo una logica alla fin fine propria della letteratura popolare in senso stretto, che si è sempre ispirata dall attualità del giorno, cioè del giorno prima.

Questa qualità di sismografo sociale, il fotoromanzo l ha esercitata praticamente fin dal suo lancio, a volte a livello microstorico gli avvenimenti o le sensibilità del tempo che passano dal discorso sociale alla pratica fotoromanzesca , ma anche in modo attivo, a livello macrostorico, diventando testimonianza delle mutazioni sociali di fondo che ne accompagnano e punteggiano l evoluzione.

Lungi dal dar credito alle critiche stereotipate nei confronti di un genere accusato di servire allo status quo di una condizione femminile reazionaria, autori come Sylvette Giet hanno saputo dimostrare, al contrario, che una rivista come Nous Deux non abbia solo seguito l evoluzione delle mentalità in materia, ad esempio, di morale sessuale e di politica sociale, ma anzi abbia in alcuni casi accelerato, grazie ai modelli forniti attraverso le narrazioni, l arrivo di nuove visioni della coppia e del sentimento amoroso.

Nel esce un libro-choc di Gabriella Parca, Le italiane si confessano con prefazione di Zavattini prima e di Pasolini poi che analizza il contenuto delle lettere inviate alle riviste di fotoromanzi. Il ritratto della donna italiana che emerge da queste corrispondenze è completamente diverso da quello che all epoca si poteva immaginare, ma i cui elementi erano già ben presenti negli interstizi delle apparentemente innocue storie melodrammatiche dello schermo e della carta.

La donna che si delinea in queste lettere è piena di dubbi e di paure, spesso ossessionata dai problemi del sesso, ricca di slanci ma inibita da pregiudizi di ogni tipo, generalmente insoddisfatta della propria vita, ma incapace di fare il minimo tentativo per cambiarla.

A dispetto del topos melodrammatico della solidarietà femminile, la donna che scrive alle riviste non ha fiducia nelle persone che le sono vicine. La ragazza nubile non ha fiducia Quindi la donna italiana si chiude in sé stessa, aggravando con questo i suoi problemi, e se ad un certo punto, spinta dall esempio di altre donne, decide di confidarsi per lettera al rubricista della posta, la sua confessione somiglia in tutto a quella che si potrebbe ascoltare nello studio di uno psicanalista.

In generale, queste lettere mostrano soprattutto un fossato aperto tra le generazioni. Ma a ben guardare ci si accorge presto che l eroina dei melodrammi e dei romanzi rosa è sempre orfana: il suo percorso emotivo e narrativo sarebbe turbato dalla presenza di un altra donna a lei troppo vicina. Non a caso la figura materna è sostituita spesso da quella antagonista della matrigna o della suocera, vecchia e spesso impotente o disposta a difendere solo il figlio a discapito della nuora o della fidanzata di turno.

È evidente il contrasto tra la realtà immaginata e immaginaria dei fotoromanzi e il contenuto delle lettere inviate ai giornali. Lettere spesso piene di errori ma il cui linguaggio ricorda quello dei fumetti. I sentimenti sono un po enfatizzati: non si ama se non pazzamente, non si soffre senza essere disperata, ogni preoccupazione diventa un tormento, come nel dizionario dei luoghi comuni di Flaubert. Quello che dilania le giovani lettrici, le spettatrici e le eroine di finzione è la continua tensione tra i modelli culturali tradizionali e i nuovi valori, i desideri di nuovi consumi e stili di vita a cui le pubblicità e gli schermi cinematografici americani ammiccano.

La ragazza, infatti, è dominata dalla paura: paura di essere abbandonata dopo la famosa prova d amore, paura che si venga a sapere in casa o nella cerchia dei conoscenti. E quando, spinta da un altra paura, quella di essere lasciata o tradita, finisce col cedere, è oppressa poi quasi sempre dal complesso di colpa che si identifica con il rimorso per aver perso la verginità, considerata, fin dalle eroine di Richardson come Pamela, il bene più prezioso di una fanciulla.

Una contraddizione tra morale dell ambiente e pratica che evidenzia comunque una sorta di psicosi collettiva intorno alla dimensione fisiologica della verginità. All origine di tutte queste angosce e ipocrisie c è sempre il pregiudizio maschile. La morale proposta dall uomo durante il corteggiamento si rivela sempre basata sulla menzogna e l interesse del solo maschio.

L apparizione e la rapida diffusione della televisione segnerà un brusco arresto nella storia del fotoromanzo, che entrerà in una fase di declino, almeno per quanto riguarda le forme standard e iperconvenzionali. Dagli inizi degli anni Sessanta le tirature calano, l innovazione formale si spegne, il genere si richiude in se stesso. Il ruolo ricoperto dal genere sarà ripreso dai nuovi formati televisivi, dalla soap alla telenovela, ma la disaffezione di un certo tipo di pubblico spingerà gli autori e i produttori del genere a variarne la formula.

Per non dimenticare il fotoromanzo La risposta dell industria del fotoromanzo è soprattutto commerciale. Consiste nell allineare il fotoromanzo al gusto del periodo e nell adattarlo meglio ai bisogni dei nuovi Anzi, all epoca della generazione yè-yè, Nous Deux e i suoi concorrenti rimpiazzeranno gli attori anonimi con i divi venuti del mondo dello show bizz.

Allo stesso modo, si tenterà di raggiungere il pubblico delle classi medie, ben rappresentato dai lettori di una rivista come Femmes d aujourd hui dove realizzatori come Richard Serra, autore di centinaia di fotoromanzi, cercheranno di produrre fotoromanzi con un grosso budget. L interesse per gli adattamenti letterari che è esistito fin dai primi anni del fotoromanzo si farà qui sempre più invadente: alcuni lettori di Carnet et les Instants avranno forse fatto i loro primi passi nella grande letteratura grazie a Madame Bovary o ai Hauts de Hurlevent.

Nessuno di questi tentativi permette tuttavia al genere di riottenere davvero l antico successo e il brand del fotoromanzo non cessa di perdere smalto.

Paris i quali, ciascuno a suo modo, raccoglieranno la sfida di reinventare il genere dall interno. Oppure dal mondo delle arti plastiche, dove certi creatori, attirati dall ibridazione dei media, finiranno per incrociare la strada del fotoromanzo.

È il caso di James Coleman, che intrecciando installazione e proiezione di diapositive fornisce un buon esempio di tali pratiche di rinnovamento. Il presente studio avrebbe potuto privilegiare le innumerevoli forme più contemporanee, spesso poco ortodosse, che il fotoromanzo sta ri scoprendo: la produzione in materia di fotografia narrativa è sufficientemente ricca da garantire una selezione appassionante.

Tuttavia abbiamo preferito rivolgere lo sguardo al periodo classico del fotoromanzo, innanzitutto perché è poco e mal conosciuto, e la scomparsa veloce di buona parte delle pubblicazioni degli anni Cinquanta e Sessanta non ha fatto che accelerare questa incomprensione. Poi, detto in modo più positivo e militante, perché crediamo nel valore estetico, sociale, storico ed umano di questo universo che rischia di cadere nell oblio.

Questo partito preso giustifica, inoltre, altre assenze. Per mostrare bene la diversità e la ricchezza del corpus fotoromanzesco, bisognava evitare di confondere il lettore includendo tutta una serie di forme che, malgrado la loro importanza nella storia del genere, avrebbero potuto deviare dal vero nucleo del fotoromanzo.

Per render conto della carica erotica del medium che è di capitale importanza rammentare è meglio passare, piuttosto, attraverso esempi che puntino sull allusione, moltiplicando le strizzatine d occhio al lettore. Allo stesso tempo, invece di ricordare ancora una volta che il fotoromanzo ha prestato facilmente il fianco ad un umorismo da quattro soldi e a una comicità da caserma, si è preferito dare risalto al medium prestando attenzione alle sue convenzioni di genere.

Questo servirà a mostrare l errore di chi crede che il lettore o la lettrice del fotoromanzo prenda tutto alla lettera. La decodifica dei codici è una fonte di piacere e di umorismo non meno stimolante dell esibizione aggressiva della derisione.

sito non ufficiale Fotoromanzi Lancio

Il nostro studio parte da tutt altra sfida, ovvero fare amare il fotoromanzo mostrandolo. Noi siamo in effetti convinti che queste immagini possano parlare da sole e che possano rendere il miglior servizio al loro genere d appartenenza, liberandolo dai discorsi moralizzanti che lo hanno spesso intossicato.

Traduzione italiana di Stefania Giovenco Baetens, A. Gonzalez a cura di , Le roman-photo, Amsterdam, Rodopi, M. Anelli, P. Gabrielli, M. Morgavi, R. Piperno, Fotoromanzo: fascino e pregiudizio.

Storia, documenti e immagini di un grande fenomeno popolare , Roma, Savelli, A. Autelitano, V. Re, a cura di , Il racconto del film, Udine, Forum, A. Derrida, Lecture, in M. Fiorentino a cura di , Luci del Sud. Un set per Sofia, Napoli, Eidos, S.

Lecoeuvre, B. Takodjéard, Les années roman-photos, Paris, Veyrier, E. Morreale a cura di , Lo schermo di carta. Robbe-Grillet, Pour un nouveau roman-photo, prefazione a E.

Lachman, E. Barthes, Il terzo senso , in L ovvio e l ottuso. Bottiroli, p Id. Guidieri, Torino, Einaudi, , p Pensiamo, ad esempio, al fotoromanzo Droit de regards, che grazie all analisi di Jacques Derrida è penetrato negli ambienti poco familiari della narrazione fotografica, cfr. Plissart, Droit de regards avec une lecture de Jacques Derrida [], Bruxelles, Les Impressions Nouvelles, Per una storia più dettagliata, tanto mediatica quano sociale, si rimanda a S. Morreale a cura di , Lo schermo di carta, Milano, Il Castoro, , che è il catalogo di una mostra sul cinefotoromanzo al Museo del Cinema di Torino.

Il gusto per l immagine fissa, la tipizzazione del gesto sono eredità del tableau teatrale che rispondeva all esigenza del melodramma di rendere sempre chiaro il messaggio attraverso la rappresentazione dell istante pregnante della narrazione. Il genere ha bisogno di immagini che si imprimano nella memoria dello spettatore.

Immagini che corrispondano a un coagulo narrativo in cui avviene una sorta di spazializzazione del tempo psicologico dei personaggi, reso icasticamente attraverso la postura e la collocazione della figura all interno del quadro. Un simile istante pregnante non coincide con il culmine dell azione, ma con la sua fase incoativa o terminativa, in maniera tale da stimolare l inferenza dell osservatore.

Il melodramma e il fotoromanzo ci presentano spesso una donna combattuta costantemente tra l Agapè l amore cristiano, il focolare domestico e l Eros l amore puro, il desiderio senza fine ovvero le due facce dell amore, secondo quanto evidenziava De Rougemont.

Le eroine dei fotoromanzi, eredi del feuilleton a tinte fosche, di ambientazione familiare, aspirano prima di tutto alla famiglia. E sacrificano ad essa i loro sogni d amore. Ma l Eros è sempre in agguato, giungendo magari dal passato a sconvolgere l equilibrio della famiglia, turbando la tavola imbandita l Agapè, appunto secondo il topos melodrammatico della festa violata.

Le figure femminili occuperanno nei fotoromanzi, per molto tempo, tutti i ruoli che la società e l etica cattolica riconosce alla donna: vergine virtuosa, madre di famiglia, suora, donna perduta. Per conquistare e definire il proprio status, le eroine compiono un percorso di sofferenza che le segna nel corpo e nello spirito.

Per passione tutte le eroine cadono fra le braccia dei loro fidanzati Du sang sur la robe de la mariée, roman-photo de Champs-Elysées, e soltanto alla fine sono riammesse in famiglia o in convento, sublimando la passione in una più Du sang sur la robe de la mariée, roman-photo de Champs-Elysées, L iconografia dell Eros si concentra nell immagine della fidanzata, assumendo tutte le pose della passione e dell attesa.

Il tutto in un contesto bucolico, un eterna primavera, in contrasto con la claustrofobia di conventi e prigioni o dei mari in tempesta che segneranno le scomparse e le partenze momentanee del protagonista maschile.

Il tema della separazione degli amanti è alimentato più dalla passione per la passione stessa che per il soggetto amato. La figura, invece, in cui si concretizza l Agapè è quella della sposa e segnatamente della contraddittoria icona della Madonna, simbolo della santità della procreazione e della maternità.

Un altro motivo molto caro al discorso melodrammatico è quello della solidarietà femminile, rappresentato sovente con l iconografia mariana della Visitazione.

Il sacrificio dell eroina, la lontananza dall amore familiare ricalca l iconografia della Mater Dolorosa. Il finale delle vicende raccontate non è sotto il segno dell Eros ma sotto quello dell Agapé rappresentata dall iconografia della Sacra Famiglia.

In questo quadro la donna, finalmente ritornata in famiglia, piange di gioia, e le sue lacrime catartiche condivise dalle lettrici, forse sono allo stesso tempo segni di passione e desiderio d amore romantico.

C è una tipologia di luoghi che corrisponde al tipo di azioni che associamo al fotoromanzo? Questa domanda, che a partire dagli scritti di Bachtin formuliamo con l aiuto del concetto di cronotopo chronos che rappresenta il polo temporale, e topos, il polo spaziale dell azione , è di capitale importanza in tutta la cultura popolare. Ovviamente, la simmetria tra una data azione e un dato luogo non è mai assoluta, ma l idea che un certo tipo di azione si svolga in un certo tipo di luogo e che al contrario un luogo predisponga o ci porti ad un azione trova conferma nel corpus fotoromanzesco.

C è una grande continuità tra i set favoriti del fotoromanzo, e non c è nulla di meglio, per parlare, per confessarsi, per fare progredire la narrazione, di un divano, di una macchina o di un mobile dove si trova un telefono.

Infatti, non è troppo difficile, malgrado l estrema varietà delle storie raccontate, definire i luoghi del fotoromanzo come dei veri e propri luoghi comuni : sempre gli stessi, sempre al servizio degli stessi scopi narrativi, obbedienti sempre alle stesse esigenze. Il fotoromanzo non ha per nulla paura dei clichés sfruttati fino all osso: i grilli sono onnipresenti per aumentare la solitudine o la prigionia dell eroe o dell eroina, gli innamorati vanno al parco per baciarsi, i ricchi vivono nei castelli, si passeggia in spiaggia, sulla battigia, quando ci si trova in un momento di svolta nella propria vita.

Ma i luoghi non sono solamente simbolici, non esistono solo per ri- À Rome un soir d automne, roman-photo Lancio,. Il loro ruolo è anche quello di generare. Da qui deriva il trattamento di ogni luogo come luogo chiuso: questa restrizione del campo, affidata ad una scenografia tutto sommato spoglia, permette appunto che il valzer delle emozioni abbia inizio.


Ultimi articoli